La zona della Valle d’Itria si estende su un territorio che comprende precisamente la parte meridionale dell’Altopiano delle Murge. Include le località di Alberobello, Noci, Cisternino, Villa Castelli, Ceglie Messapica, Locorotondo, Martina Franca ed altri centri limitrofi, inglobando in sé tre province differenti: Bari, Taranto e Brindisi.
A livello morfologico-geografico più che una vera e propria valle, questa zona risulta essere un’estesa collina modellata da dolci saliscendi carsici. L’intera valle è nota per la sua cornice naturalistica contraddistinta dai colori, verde, bianco e rosso. Verde come la natura rigogliosa e variopinta del suo paesaggio, scandito da uliveti, querceti e vigneti; bianco come il latte di calce che strato su strato imbianca i tipici monumenti rupestri della zona, i famosi trulli; rosso per il tipico colore di questa terra che per le sue intrinseche proprietà consente una natura particolarmente rigogliosa.
Il nome in tutta probabilità si fa risalire al culto orientale da parte di monaci brasiliani della Madonna Odegitria, per noi Santa Maria d’Itria o D’Idria, protettrice dei viandanti. Furono proprio i monaci a fondare un sito monastico nella “vallata” all’interno del quale era custodito un affresco raffigurante la madonna Odegitria.
Le località sopra citate fungono da veri e propri balconi attraverso i quali poter ammirare le bellezze del paesaggio scolpito mirabilmente dalla tipica vegetazione mediterranea con erbe spontanee che crescono un po’ ovunque e il tipico fragno, proprio della zona, una varietà quercina che cresce maestosa e spontanea in boschetti puri o misti con la roverella o con il leccio.
Tra le erbe selvatiche più note, molte delle quali commestibili ed espressione della tipicità culinaria del posto, ricordiamo: le ciucuredde, gli asparagi selvatici, i lampagioni ed erbe dal profumo inconfondibile utilizzate in cucina come la malva e la salvia.
La fauna è invece contraddistinta dalla presenza di lepri, volpi, ricci, pettirossi, falchi e diversi rapaci notturni come la civetta, il gufo, l’assiolo e il barbagianni.
L’intera area, come già ricordato, è disseminata di monumenti rupestri del tutto singolari e totalmente autentici, fiori all’occhiello dell’intera vallata: trulli, casedde, lamie ed antichi menhir testimonianza inconfutabile di epoche lontane ma ancora tangibili.