Parco Naturale delle Dune

Il Parco naturale delle Dune costiere compreso tra i comuni di Ostuni e Fasano, sul litorale brindisino, include un’area protetta che da Torre Canne giunge fino a Torre San Leonardo.

Di recente istituzione, attraverso la legge regionale del 27 ottobre 2006, il Parco è nato in difesa dei numerosi habitat che rischiano di scomparire dal territorio dell’Unione Europea, a causa dell’intervento invasivo e spesso improprio che l’uomo esercita sul territorio in cui vive.

Le caratteristiche geologiche, morfologiche e climatiche di questa area sono sicuramente alla base della conformazione e degli elementi naturali che attribuiscono al parco tutta la sua tipicità: dalla spiaggia, alle dune, agli stagni retrodunali fino alle aree agricole interne.

I primi due elementi, ossia spiaggia-duna, devono considerarsi sicuramente interconnessi e legati all’azione congiunta di tre forze naturali di grande potenza, quali il mare, la terraferma e l’atmosfera. Le dune nascono, crescono e si consolidano mutando la morfologia del territorio, in questo caso della spiaggia. Su di esse spadroneggia la classica vegetazione psammofila propria degli ambienti sabbiosi ad elevata concentrazione salina. Particolare è la presenza delle dune fossili,  quelle dune che simboleggiano lo spostamento della linea di costa e le cui origini risalgono a un’età variabile tra i 6000 e i 100000 anni fa. Coloratissime e ricche di numerose specie di orchidee in primavera, prima fra tutte l’orchidea Serapias orientalis subspp, si trasformano in zone aride e secche d’estate.

Altro ambiente caratteristico del parco è quello occupato dagli stagni retrodunali, propri delle zone umide presenti in prossimità dei litorali e contraddistinti dall’azione congiunta delle acque dolci provenienti dalle sorgenti, dall’influsso del mare e dal diverso regime di salinità che ne scaturisce. In queste aree si ammira una vegetazione tipicamente denominata alo-igrofila, ossia amante del sale e dell’acqua. Più precisamente, sul versante delle acque dolci prevale la Cannuccia di Palude (Phragmites australis) mentre sul versante salato predomina lo Sparto delle dune (Spartina juncea). Le aree intermedie, soggette a minore ristagno idrico, sono invece contraddistinte dalla presenza del singolare Falasco Bianco (Imperata cilindrica).

L’area retrostante le Dune fossili, è infine occupata da oliveti plurisecolari tipici delle zone agricole interne. Svariati ettari di terreno con 50-60 piante ciascuno, disposte in maniera casuale secondo l’originaria ubicazione dell’olivastro, una specie spontanea della macchia mediterranea preesistente, successivamente innestata per ottenere l’olivo sativo. Un paesaggio che non passa inosservato agli occhi dei visitatori.

Numerosi itinerari sono stati pensati e tracciati per conoscere ed apprezzare al meglio l’intero territorio e le sue peculiarità. Non resta che recarsi di persona ed augurare a tutti buon giro turistico nel Parco!