Dolmen di Montalbano

Il territorio di Ostuni, si sa, è rinomato per la presenza di numerose testimonianze storiche rupestri tra le quasi si annoverano principalmente i dolmen, gli antichi monumenti funebri preistorici.

Il più noto della zona è il dolmen di Montalbano, al confine tra il territorio di Fasano e quello di Ostuni, nei pressi del centro abitato di Montalbano, da cui, appunto prende il nome.

Per raggiungerlo è sufficiente percorrere la SS 16 Ostuni-Fasano, svoltare a destra in corrispondenza della casa cantoniera e proseguire per una stradina che termina con un incrocio a T. Giunti sul posto, immerso in un oliveto è possibile osservare questa grandiosa costruzione trilitica, alta 1,7 metri e composta da due lastroni verticali che ne sorreggono uno orizzontale di copertura.

Ma cosa sono o meglio cosa rappresentano i dolmen?

Per ciò che concerne il significato del nome si sa con certezza che deriva dal bretone dol=tavola e men=pietra e significa “tavola di pietra”, mentre le discussioni intavolate e riferite alle funzioni di questi monumenti non sono ancora definitivamente concluse. Alcuni studiosi associano i dolmen alle costruzioni sepolcrali, altri agli altari sacrificali. Dal momento però che nelle immediate vicinanze sono state ritrovate delle sepolture, la prima ipotesi sembra rivelarsi la più attendibile, pertanto l’intera area rappresenterebbe una delle prime testimonianze del culto dei morti.

Storicamente il Dolmen di Montalbano sembra risalire all’età del Bronzo, intorno al III-II millennio c.C. Strutturalmente il megalite si presenta ben saldo, nonostante l’erosione del tempo e le offese che purtroppo non gli sono state risparmiate dai vandali nel corso degli anni. Purtroppo le pareti di fondo risultano alquanto scalfite e il corridoio di accesso (dromos) è completamente scomparso.

Chi visita Ostuni non può certamente sottrarsi alla visita di quest’imponente monumento testimonianza di epoca storica contraddistinta dalla cultura precristiana.


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